LO GIURO!








LO GIURO! rappresenta un momento di ricognizione sulle recenti esperienze vissute dall’artista, causa di conflitto interiore tra doveri e desideri. Il Giuramento d’Ippocrate prestato da Gina Babić in quanto medico, a distanza di anni, non è più voto personale ma obbligo morale, dovere nei riguardi della collettività. In questo senso, LO GIURO! diventa una dichiarazione retorica, un “sì” pronunciato a denti stretti. L’esposizione, infatti, sovverte il concetto di promessa, mutandone il terreno d’azione: dalle aspettative esterne al sentimento personale ed individuale.
Il luogo della riflessione non può che essere privato, intimo, sensibile. Babić ci apre le porte del proprio sé, uno scrigno fatto di tessuti vaporosi e brillanti, colori femminili e forme sinuose capaci di richiamare le dimensioni interiori: non solo la psiche, ma anche la memoria, la nostalgia e le viscere. La crudezza dell’interno anatomico prende parte alla trasposizione scenica del dominio medico, evocato attraverso materiali freddi e strumenti chirurgici reali. Un ambiente sospeso di lynchiana memoria, avvolgente e talvolta straniante, di cui il fruitore è nolente spettatore onirico, combattuto tra fascinazione e repulsione.
Babić affronta i propri traumi a testa alta, senza nascondere fragilità ed incertezze ma elaborandole in modo consapevole, spesso con tono sarcasticamente lucido. La somatizzazione avviene nella pratica artistica, la quale assorbe e mitiga le sue ferite, diventando contraltare liberatorio; l’artista si svincola così da ogni costrutto e previsione, confessa apertamente e, dunque, sublima.