Tenere

C’è sempre stato qualcosa di urgente nel lenzuolo. Compagno del sonno e della malattia, testimone del parto e della morte, l’oggetto più quotidiano che esista, capace in certi momenti di trasformarsi in corda, in bandiera, in fuga.
Per Tenere, Gianmaria Battafarano compie un gesto semplice e radicale. Lenzuola recuperate, vissute e donate dalla comunità di Pennabilli avvolgeranno la Torre del Torrigino, scivoleranno attraverso le finestre, si caleranno lungo la roccia verso il burrone sottostante. Dall’alto, i drappeggi scandiscono il ritmo delle aperture nella pietra. Sono corde, sono capelli, sono la treccia di Rapunzel che cala nel buio del fosso. Non sappiamo se qualcuno stia salendo o scendendo. Non sappiamo se sia una fuga o un’attesa.
La torre non subisce l’intervento, lo ospita, e nel farlo ricorda di essere già, da sempre, un’opera d’arte.