THE ITALIAN ART GUIDE

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Il Carnevale come sistema vivente: antropologia e arte contemporanea alla Casa degli Artisti

Il Carnevale come sistema vivente: antropologia e arte contemporanea alla Casa degli Artisti Il 28 marzo la Casa degli Artisti di Milano ospita Carnevale re d’Europa. Viaggio antropologico nelle mascherate d’inverno, un incontro pubblico che esplora le mascherate invernali europee attraverso la ricerca antropologica e la pratica artistica contemporanea. L’evento riunisce Giovanni Kezich e Antonella […]

Paolo Manazza, un anno dopo: linguaggio, mercato e visione

Paolo Manazza, un anno dopo: linguaggio, mercato e visione Un anno dopo, la voce di Paolo Manazza continua a risuonare nel sistema dell’arte. Lo si è percepito con chiarezza ieri sera alla Casa degli Artisti di Milano, dove un pubblico numeroso e composito ha partecipato a Un anno senza Paul, incontro dedicato alla sua figura. […]

ARTINO FAAA 2025: una mappa viva dell’artigianalità contemporanea

ARTINO FAAA 2025: una mappa viva dell’artigianalità contemporanea Con la sua quinta edizione, ARTINO FAAA conferma Casa degli Artisti come uno dei laboratori più vitali e trasversali della scena milanese dedicata alle Arti Applicate. Dal 27 al 30 novembre 2025, il festival – diretto e coordinato da Mariavera Chiari – non si limita a presentare […]

Working on “INDIA. Of Glimmers and Getaways”

Working on “INDIA. Of Glimmers and Getaways” Tredici artisti indiani a Milano: pratiche, territori e immaginazioni condivise a Casa degli Artisti Entrare a Casa degli Artisti in queste settimane significa attraversare un laboratorio aperto, un paesaggio di materiali, suoni, mappe, oggetti raccolti nella città e trasformati in nuovi racconti visivi. È l’effetto della residenza Working […]

Sabrina D’Alessandro. Leonardo Parlante: le parole ritrovate di un genio

Sabrina D’Alessandro. Leonardo Parlante: le parole ritrovate di un genio C’è un Leonardo da Vinci che conosciamo poco: non l’artista, né l’inventore, ma il collezionista di parole.Durante la sua permanenza milanese, Leonardo compilò nel Codice Trivulziano, un elenco di circa ottomila vocaboli – termini rari, latinismi, neologismi – che riteneva degni di essere ricordati. Oggi, […]

Arte: istruzioni per l’uso. Un dialogo aperto a Casa degli Artisti

Arte: istruzioni per l’uso. Un dialogo aperto a Casa degli Artisti Giovedì 18 settembre alle ore 18.45, Casa degli Artisti ospita il secondo appuntamento del Public Program legato alla mostra TOTEM – Ex Voto di Alessandro Pongan (aperta fino al 19 settembre). Dopo il successo del primo incontro dedicato ad arte e impresa, l’attenzione si […]

Il mare che siamo. Tre mostre alla Casa degli Artisti: Delafon, Folata, Panisson

Sabine Delafon / Sea of Millions. Il blu come promessa di felicità Il viaggio di Sabine Delafon comincia da una stella. Una piccola stella blu, lasciata in giro per il mondo, come segno di passaggio. Oggi quella stella è diventata universo: Sea of Millions è il suo nuovo ciclo di opere, dove il blu oceanico diventa presenza totale, colore che avvolge, attraversa, abita. In mostra, grandi tele monocrome e cartoline dipinte raccontano un’idea di abbondanza e desiderio, in cui il mare non è solo spazio naturale, ma energia diffusa, motore di felicità collettiva. Ogni opera è un frammento di questo grande respiro cromatico, che accoglie lo spettatore in un’esperienza quasi meditativa. Il mare di Delafon è luce, viaggio, emozione pura. Graziano Folata / Cantico dei Fondali. Un mondo che ha perso il suo oceano Graziano Folata, al contrario, parte dal silenzio. In Cantico dei Fondali, il mare non c’è più. O forse non c’è mai stato. Rimangono solo forme residuali, presenze mineralizzate, eco di un diluvio ormai compiuto. Le sue sculture – ippocampi in bronzo fusi a cera persa, conchiglie corrose, ricci di mare privati del loro corpo – popolano uno spazio che richiama tanto i fondali quanto le grotte terrestri. Le immagini stampate dai negativi amplificano l’ambiguità: è terra o è cera? è caverna o è abisso? Folata costruisce un mondo parallelo, senza tempo e senza mare, in cui la materia sembra trattenere il ricordo di un evento irrimediabile. Le sue opere non spiegano, ma sospendono. Offrono un’idea poetica di rovina e rinascita, come se il paesaggio stesso fosse in attesa di una nuova forma. Benedetta Panisson / Sea Storm (Draft). Sessualità marine e archivi sommersi Il mare di Benedetta Panisson è scomodo. Non tanto per la forma, quanto per ciò che costringe a guardare. In Sea Storm (Draft), l’artista veneziana presenta una ricerca visiva e accademica su immagini storiche di sessualità tra animali marini, a lungo archiviate come aberrazioni. Un video del 1993 mostra due polpi maschi di specie diverse in un atto sessuale. Una fotografia del 1911 ritrae due pinguini in Antartide, considerati all’epoca “sessualmente deviati”. Materiali rimossi, che Panisson riattiva con precisione e sensibilità, per riflettere su come il nostro sguardo costruisca le narrazioni del naturale. Sea Storm è solo una bozza, come indica il sottotitolo. Ma è una bozza che già scuote e smonta il modello museale tradizionale, fatto di diorami fermi nel tempo, incapaci di raccontare la complessità del vivente. La tempesta, dice Panisson, è negli occhi di chi guarda. E riguarda anche noi. Cosa ci restituisce il mare, oggi? Non onde, non conchiglie. Ma risonanze interiori, immagini archetipiche, contraddizioni profonde. Nelle tre mostre, il mare è allo stesso tempo inizio e fine, spazio e specchio, madre e vuoto. È il luogo dove tutto ha avuto origine, e quello dove tutto potrebbe dissolversi. Casa degli Artisti diventa così una camera di risonanza liquida, dove tre artisti – attraverso percorsi diversi – ci invitano a perdere l’equilibrio, ad accettare la deriva, ad ascoltare l’abisso. Forse è proprio lì, in quel disorientamento, che possiamo ancora trovare qualcosa di vero. O almeno, qualcosa che ci somiglia.

Open Studio a Casa degli Artisti

Due residenze in dialogo l’11 giugno, dall’Arabia Saudita a Milano, passando per il tempo, la luce e l’ecologia poetica: un pomeriggio per esplorare l’arte nel suo farsi, tra studio visit, incontri e visioni in corso. Mercoledì 11 giugno, dalle 17.00 alle 21.00, Casa degli Artisti apre le porte per un nuovo Open Studio, un’occasione unica per incontrare da vicino le artiste e gli artisti in residenza e scoprire i progetti in corso all’interno degli atelier. L’iniziativa si sviluppa su due percorsi distinti: da un lato il lavoro delle artiste saudite Madhawi AlGwaiz e Latifa AlBokhari, in residenza a Milano grazie alla collaborazione con il Misk Art Institute e la curatela di That’s Contemporary; dall’altro, gli otto protagonisti della residenza AAA – Atelier Aperti per Artista, attualmente attivi negli spazi della Casa. Al centro della proposta delle artiste saudite c’è il tema dell’acqua come elemento di memoria, trasformazione e connessione. In Men Almaa, Madhawi AlGwaiz indaga il comportamento delle onde e della luce nell’acqua; in What Once Was, Latifa AlBokhari rilegge Milano attraverso i suoi corsi d’acqua nascosti, unendo fotografia e tessile in una narrazione urbana e intima. I loro atelier saranno visitabili l’11 giugno, e il giorno seguente (12 giugno) sarà possibile partecipare a un workshop gratuito condotto dalle artiste e introdotto dalla filosofa Arianna Jakubowki. Contemporaneamente, il pubblico potrà visitare gli studi degli artisti e delle artiste della residenza AAA, un programma che offre spazi di lavoro protetti in città e accoglie progetti che attraversano media e tematiche differenti. Tra questi, la ricerca sul tempo di William Aparicio, la resurrezione linguistica di Sabrina D’Alessandro, la scultura sensoriale di Francesco De Molfetta, i mari monocromatici di Sabine Delafon, le installazioni sonore di Graziano Folata, i drappi narrativi di Coquelicot Mafille, le lucigrafie astronomiche di Claudia Mendini, e la ricerca sulle sessualità animali di Benedetta Panisson. L’Open Studio dell’11 giugno si configura come un momento aperto di scambio e confronto, in cui arte, ricerca e relazione trovano spazio in una dimensione non espositiva ma processuale. Un’occasione per esplorare le domande e le visioni che animano la creazione contemporanea, in un luogo che continua a essere fucina di esperimenti e dialoghi interdisciplinari.