THE ITALIAN ART GUIDE

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ERCOLE PIGNATELLI – UNA VITA BAROCCA

“Una vita vissuta appassionatamente, senza freni, degna della trama di un romanzo, di un film neorealista di un grande regista italiano.

Ercole inizia a dipingere a sette anni, in terza elementare.
Decide da ragazzo, nella vita vuole fare il pittore.
Ha gli occhi pieni di sole, bellezza, passione e tormento.
Per realizzare il suo sogno sa che deve partire.
Arriva da Lecce a Milano in treno, la mattina del 20 novembre 1953.
Ha 18 anni e 7mila lire in tasca, compra il Corriere della Sera per cercare un posto dove dormire, punta a caso la penna e chiama un numero di telefono con un gettone. Trova una stanza in affitto in via Formentini n.5 a Brera.
Il suo destino di artista gli ha già preparato un’accoglienza straordinaria, la sua vita romanzesca tra La Bohème e Miracolo a Milano è già cominciata.

Esce di casa, nella nebbia in via Fiori Chiari vede molto movimento, è nel quartiere delle case di tolleranza. Va a sbattere contro il portone dell’Accademia di Belle Arti, qualcuno lo chiama, è il pittore Ettore Sordini che lo invita ad entrare al Bar Jamaica dove conosce Salvatore Quasimodo, Lucio Fontana e Milena Milani. Quel giorno stesso la sua vita cambierà. Lei lo introduce al suo compagno Carlo Cardazzo, proprietario della galleria del Naviglio a Milano e del Cavallino a Venezia, che diventa il suo mercante.

Appena arrivato a Milano vede lo striscione che annuncia la mostra di Pablo Picasso, Guernica è esposta nella Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale. Rimane folgorato da quell’urlo di dolore antifranchista esposto nella sala ancora segnata da incendi e bombardamenti. Andrà in pellegrinaggio a contemplare Guernica tutti i giorni fino alla fine dall’esposizione. “Questa mostra è stata per me memorabile” ricorda. Nello stesso luogo, nel 2024 renderà omaggio a Picasso reinterpretando proprio Guernica con Memento Amare Semper, una performance pittorica nella quale dipinge per 12 giorni una denuncia universale delle guerre e dei fascismi, dove inserisce una coraggiosa alba rosa di speranza.

Milano si accorge subito della sua energia ruggente, irrefrenabile, appassionata. Il mondo dell’arte in quegli anni è circoscritto, la vita dei giovani artisti si svolge tra le strade di Brera. Con molta naturalezza conosce subito tutti, li conquista con la sua formidabile fantasia e il suo spirito libero e scanzonato. Ercole Pignatelli entra con una traccia molto personale nel panorama artistico milanese e nel cuore di tanti artisti e intellettuali di quegli anni.
I suoi guizzi sorprendenti, i suoi scherzi, la sua autoironia, la sua viva intelligenza, il suo intuito naturale, il suo spregiudicato talento e il suo grande cuore lo portano a stringere vere amicizie con personaggi che ora sono nei libri di storia dell’arte e nei sussidiari.

Gli anni ’50 e ’60 a Brera, anni irripetibili. Una concentrazione di personalità che oggi fa impallidire. Salvatore Quasimodo, Giorgio Kaisserlian, Piero Manzoni, Dino Buzzati, Roberto Crippa, Raffaele Carrieri, Migneco, Wifredo Lam, Franz Kline, Virgilio Guidi, Lucio Fontana sono suoi cari amici. Ugo Mulas, gli fa i primi ritratti fotografici.
Parlando di Dino Buzzati, ci racconta: “andavamo tre volte la settimana a cena, con sua moglie Almerina, Cardazzo e Raffaele Carrieri, al Don Lisander di via Manzoni. Poi ci raggiungevano Lucio Fontana, Massimo Campigli, Carlo Carrà, Crippa, Dova, Peverelli, Cassinari e Morlotti. Serate indimenticabili!”

Il 12 dicembre del 1953, dopo soli 22 giorni dal suo arrivo, Ercole Pignatelli ha già fatto il ritratto a Carlo Cardazzo e frequenta assiduamente lo studio di Lucio Fontana con Piero Manzoni. “Sono stato molto amico di Piero Manzoni, con il quale aiutavo spesso Fontana a preparare i fondi delle tele.”
Durante una sua mostra a Venezia incontra Raffaele Carrieri, che gli dedica il primo articolo su Epoca: Ercole Pignatelli il ragazzo rondine. Nel 1954 vince il premio San Fedele per i giovani artisti, che gli viene consegnato da Carlo Carrà. Montale gli chiederà nel ’71 di illustrare il suo Cinquante ans de poesie per Gallimard e Mondadori.

Il maestro Ercole Pignatelli non ha mai dimenticato i colori della sua infanzia a Lecce, e il Barocco. Lui si è nutrito di Barocco sin dalla prima infanzia.
Il suo lavoro possiede tutte le caratteristiche tipiche che definiscono il Barocco: il dinamismo, i movimenti vorticosi e linee curve; la drammaticità, i forti contrasti di luce e ombra; la teatralità, il coinvolgimento emotivo e la spettacolarità; la ricchezza decorativa, gli ornamenti esuberanti e lo sfarzo.
Dipinge atmosfere salentine, visioni oniriche, paesaggi quasi orientali con masserie e palme all’orizzonte. Il suo gesto naturale fa nascere germinazioni, viti, vigne, uva, fiori, frutto di un’alchimia di energia, poesia, passione, colore e materia che si trasformano in una forza quasi primordiale. Una narrazione visiva ricca, straripante, piena di vita, che si nutre della sua sensibilità mediterranea.

Imprevedibile e libero, ci fa sbirciare nello scrigno di ricordi dei suoi cari amici dell’arte. Ritratti fotografici a partire dagli anni ’50, che lui ha trasformato, ritoccandoli con inchiostri e colori. Dimostrano il suo essere a suo agio in qualsiasi circostanza della vita, certo del suo talento, profondamente estroso e fuori dagli schemi. Testimoniano la sua spontaneità, la sua gioia di vivere, il suo costante divertimento scanzonato.

Caro Ercole, sei maestro di vita e fonte d’ispirazione per i tuoi tre amatissimi figli artisti: Daniele regista, Luca pittore, Francesco fotografo e per i tuoi portentosi nipoti. E anche per me, che ti ho sempre osservato con tanta curiosità e affetto.
Grazie Ercole, eterno ragazzo rondine.”

Antonella Mazza

ERCOLE PIGNATELLI – UNA VITA BAROCCA
10 Mar, 26
24 Mar, 26
Ercole Pignatelli
Claudia Ponzi e Antonella Mazza
Antonella Mazza
Via Ascanio Sforza, 69, 20141 Milano MI
Art Gallery Finestreria
Claudia Ponzi