Fiori e tramonti









Nei disegni di Tommaso Pandolfi il fiore e il tramonto non sono immagini del mondo, ma dispositivi elementari di resistenza ottica. Forme minime, archetipiche, quasi infantili, che tornano ossessivamente sulla superficie della carta fino a trasformarsi in un linguaggio autonomo, in una respirazione continua del segno. A prima vista sembrano immagini immediate, semplici, persino rassicuranti. Ma osservandole a lungo emerge qualcosa di diverso: una tensione insistente tra apparizione e consumo, tra delicatezza e compulsione, tra memoria e cancellazione. Il fiore e il tramonto diventano così due forme-limite. Due immagini che esistono da sempre nella storia della rappresentazione e che Pandolfi svuota di ogni funzione illustrativa per riportarle a una dimensione primaria, quasi nervosa. […]
*Estratto dal testo di sala di Matteo Binci