Rifugio sonoro














Rifugio Sonoro.
Perfomance.
Durata: 6 m 20 s.
2026.
La struttura del Mercato Albani si rivela come un’architettura dell’ascolto. La sua copertura avvolge lo sguardo e i passanti come un paio di cuffie (headphones), mentre i box commerciali si convertono nelle casse acustiche di un unico, pulsante organismo ritmico.
Rifugio Sonoro ridefinisce lo spazio del mercato: non più semplice luogo di transito o scambio merci, ma ecosistema protetto e reattivo, intessuto di passi, brusii quotidiani e risonanze urbane. La trama acustica del luogo, catturata e rielaborata in tempo reale dalla ricerca musicale di Alex Matei, si solidifica in una vera e propria materia ambientale — un rifugio immateriale entro cui la danza può muoversi ed esistere.
In questo contesto site-specific, la performance di Irene Baita e Michelangelo Bianchini evita ogni forma di sovrapposizione artificiale. I corpi dei danzatori non occupano la scena come elementi estranei, ma si integrano nel mercato come sua estensione organica, traducendone l’atmosfera in gesto e postura.
La diffusione del suono abbandona la frontalità dei classici impianti per farsi intima e viscerale: le tracce sonore fluiscono direttamente dai telefoni cellulari fissati alle braccia dei performer con del semplice nastro isolante grigio. Questo dispositivo, al contempo minimale e grezzo, trasforma il corpo in un diffusore sonoro in movimento.
Il suono viaggia con la danza, si deforma e si sposta nello spazio insieme alla traiettoria dei corpi.
Senza spezzare la routine quotidiana del mercato, l’azione ne fa emergere la poetica latente, trasformando la casualità della vita di quartiere in un’esperienza immersiva di ascolto, rifugio e presenza.