time : lapse

“Il tempo si può dimenticare solo servendosene.”
– Charles Baudelaire, Intimate Journals: Mon cœur mis à nu
Il 28 agosto, A Plus A Gallery inaugura time:lapse, una mostra a cura di School for Curatorial Studies Venice che indaga l’esperienza del tempo nella società tardo-capitalista. Con la proliferazione delle tecnologie di comunicazione, il tempo non solo sembra essersi accelerato, ma è diventato multiplo, simultaneo e asincrono. Time:lapse presenta una selezione di artisti internazionali che reinterpretano questa frammentazione cronologica come un’opportunità di gioco, utilizzando la sua infrastruttura iperconnessa come strumento creativo.
Con Book of Hours, l’artista e compositore americano Robert Blatt presenta la temporalità ripiegata nella forma materiale di un libro, creando un tempo insieme immanente all’opera e plasmato dall’interazione con lo spettatore. Riflettendo l’orientamento verticale degli schermi attraverso il quale il paesaggio mediatico comprime il mondo, l’installazione meccanica Willie Pete is Running Wild dell’artista multimediale veneziano Giovanni Borga allude ai gesti ripetitivi e ossessivi che accompagnano il nostro consumo quotidiano di spettacolo.
Alimentata dalle energie steroidee dell’economia della dopamina questa valanga di immagini genera una temporalità anarchica, dove tutto sembra poter coesistere simultaneamente. Un disorientamento tradotto in forma visiva in una serie di dipinti dell’artista francese Camille Theodet che gioca sull’ambiguità affettiva come fonte stessa di creazione.
I curatori hanno adottato un approccio sperimentale alla pratica espositiva, decostruendo la logica di consumo che alimenta l’economia dell’attenzione. Parte dello spazio della galleria si trasforma in una stazione di ricerca, invitando il pubblico a partecipare allo stesso processo curatoriale. Documentazione, letteratura di riferimento e materiali di lavoro sono resi accessibili, dissolvendo così l’opposizione binaria tra produttore e consumatore.