VAT A LÈT

Il 12 settembre Imagoars apre le porte a Vat a lèt, mostra collettiva degli artisti di Fondazione Malutta a cura di Gemma Turroni, che indaga il sonno come esperienza sempre più rara da custodire. Il progetto nasce nell’ambito della tesi di laurea triennale in Arti Multimediali allo IUAV, con relatore Luca Trevisani.
Il titolo della mostra, Vat a lèt, che in romagnolo significa «vattene a letto», introduce la domanda al centro del progetto: è ancora possibile il gesto della ninna nanna, quell’atto di cura che promette riposo e protezione, in una società che non si spegne mai? A suggerirla è stato il sonno, tema tornato più volte nel corso degli studio visit fatti con gli artisti della Fondazione senza che nessuno lo stesse cercando, diventato poi il paradigma da cui la mostra prende forma.
Attorno a questa domanda si muovono opere pittoriche, tessili, sonore, video e installazioni collettive. Il progetto dialoga con il pensiero di Byung-Chul Han, Jean-Luc Nancy, Donald Winnicott e Guy Debord sul sonno come rifugio minacciato, restituendolo in una forma visiva e condivisa.
Lo spazio di Imagoars accoglie la mostra trasformandosi in un ambiente da attraversare più che da osservare, pensato per essere scoperto a poco a poco. Non prova a mostrare il sonno, che per sua natura si sottrae allo sguardo, costruisce piuttosto le condizioni che lo precedono, la soglia da cui lo si intravede.
La mostra rappresenta anche un’occasione di incontro tra due scuole veneziane, lo IUAV, che si muove dal pensiero alla materia, e l’Accademia di Belle Arti, che fa il percorso inverso. Qui si scoprono complementari.