Caleidoscopio Italia




















Dopo un percorso espositivo che tra il 2023 e il 2024 ha toccato importanti città europee come Francoforte e Copenaghen, oggi la mostra compie un passo decisivo oltre i confini dell’Europa, approdando in Cina, alla Suilu Gallery di Hangzhou. Qui si presenta una nuova raccolta di opere firmate da nove artisti nati all’interno dell’Accademia di Brera: Gabriele Artusio, Mario Cerrone, Arianna De Stefani, Rachele Frison, Giacomo Giori, Alfredo Romio, Nicolas Steiner, Lucrezia Zaffarano e Luming Zhang.
Questa esposizione si propone come una proposta coordinata e corale, in grado di rappresentare le molteplici sensibilità delle nuove generazioni artistiche. In un’epoca in cui il sistema dell’arte ha spesso premiato singole individualità a scapito della ricchezza collettiva, oggi si avverte un rinnovato desiderio di coralità e collaborazione. Le opere esposte sono il frutto di percorsi personali maturi e consapevoli, ma trovano nella dimensione collettiva un ulteriore valore.
La “Collezione Hieron”, sviluppata in collaborazione con Xue Maokuan, è un progetto che propone al collezionismo cinese un’idea di archivio estetico in cui ogni opera rappresenta un tassello unico e imprescindibile di un disegno più ampio. Non si tratta semplicemente di isolare un artista, ma di leggere l’insieme come una composizione organica e caleidoscopica, dove l’indipendenza delle singole voci si armonizza in una visione d’insieme.
Ogni artista coinvolto ha sviluppato una propria grammatica espressiva: Artusio indaga il mondo vitale e leggero di “Ines”, Cerrone dipinge l’incontro poetico tra figura e paesaggio, De Stefani esplora tracce personali in linguaggi inediti, Frison dà voce a un universo notturno e onirico, Giori rilegge con vitalità la pittura di paesaggio cinese, Romio riflette sulle contaminazioni storiche tra passato e presente, Steiner ricostruisce memorie pittoriche europee, Zaffarano lavora sul filo della memoria e del ricordo, e Zhang riesce a unire poeticamente l’esperienza italiana e quella cinese.
In un’epoca in cui l’arte rischia di essere ridotta a puro investimento, questa collezione riafferma l’importanza del piacere estetico e dell’emozione, riportando l’opera d’arte al suo ruolo di oggetto intimo, capace di arricchire la vita quotidiana e l’habitat domestico. Così, il collezionismo torna a essere un gesto culturale e affettivo, in cui la casa diventa spazio di crescita, riflessione e bellezza condivisa.