Dal residuo al dialogo: la ricerca di Gino Lucente tra arte visiva, musica e cinema





C’è un filo che attraversa il lavoro di Gino Lucente: il rifiuto di considerare i diversi linguaggi artistici come compartimenti separati. Artista visivo, compositore e performer, Lucente costruisce da anni una ricerca nella quale immagine, suono e performance concorrono alla definizione di un unico spazio espressivo. Il 24 agosto, alle ore 21, questa ricerca arriva al Castello Sforzesco di Milano con Inferno, la nuova performance audiovisiva realizzata per il film del 1911 della Milano Films.
L’appuntamento nasce dalla collaborazione fra Lucente, Cineteca Milano e Casa degli Artisti, sviluppata a partire dalla residenza dell’artista negli atelier della Casa. Una collaborazione che negli ultimi anni ha assunto la forma di un vero percorso di ricerca sul rapporto fra cinema e musica dal vivo. Il punto interessante non è soltanto la scelta dei film, ma il modo in cui Lucente decide di entrarvi. La sonorizzazione diventa infatti una pratica di riscrittura: la partitura non illustra ciò che accade sullo schermo, ma costruisce con le immagini una relazione autonoma. Per Inferno l’artista utilizzerà chitarre elettriche, sintetizzatori e sound design, trasformando la proiezione in un’esperienza audiovisiva dal vivo.
La scelta del film del 1911 porta questa ricerca a confrontarsi con una delle opere più ambiziose della storia del cinema italiano. Inferno fu la prima trasposizione cinematografica di un’intera cantica della Divina Commedia e, per dimensioni produttive, effetti speciali e impianto spettacolare, rappresentò una svolta nella storia del cinema. È significativo che un’opera così legata alla nascita del cinema come grande macchina visiva venga oggi riattivata attraverso il suono. A più di un secolo di distanza, Lucente non cerca di ricostruire l’esperienza originaria, ma di produrre una nuova esperienza percettiva. In questo senso Inferno si inserisce coerentemente nel percorso dell’artista, che comprende opere audiovisive, produzioni musicali, performance e lavori realizzati durante la residenza a Casa degli Artisti. Il cineconcerto diventa così non un episodio isolato, ma una tappa ulteriore di una ricerca che porta il cinema dentro le arti visive e la musica dentro l’immagine.
Il 24 agosto, nel Cortile delle Armi, il pubblico sarà quindi chiamato a vedere un film del 1911 attraverso un ascolto contemporaneo. È in questo scarto temporale che il lavoro di Lucente trova la propria forza: il passato non viene semplicemente riproposto, ma sottoposto a una nuova esperienza di visione e ascolto.