The Italian Art Guide

← Back to Home

5 mostre da vedere a novembre

La nostra guida alle mostre in Italia

Di Dobrosława Nowak  |  Pubblicato 06/11/2026

In attesa dei numerosi bilanci e delle retrospettive di fine anno che arriveranno già a dicembre, vogliamo dedicare questo inizio di novembre a uno sguardo sul panorama espositivo italiano. Un percorso da nord a sud, che restituisce una ricognizione sulla varietà della proposta artistica contemporanea e sulle diverse forme attraverso cui prende spazio nei luoghi che la ospitano. Da Bressanone a Napoli, ecco 5 mostre da scoprire questo mese.

Arcangelo Sassolino, La gravità del presente, b art h – spazio arte, Bressanone, fino al 23 dicembre

Arcangelo Sassolino, La gravità del presente, b_art_h – spazio arte, veduta dell’installazione, ph Fotostudio Jürgen Eheim x barth, courtesy the artist e Galleria Continua

Aperta al pubblico fino al 23 dicembre, la mostra personale di Arcangelo Sassolino, La gravità del presente, è ospitata a Bressanone.
Ci troviamo di fronte a due giochi di parole. Il primo è quello dell’artista, che nel titolo richiama la gravità non soltanto nella sua accezione metaforica, quella che viene più spontaneo evocare quando si parla d’arte, ma anche nel suo significato fisico: una presenza «invisibile ma determinante»1.
È proprio nella relazione tra la materia, di cui è possibile indagare le proprietà, e la realtà, sulla quale la forza di gravità esercita costantemente i propri effetti, che si sviluppa la ricerca dell’artista. Peso, tensione, pressione, movimento e resistenza conducono Sassolino a confrontarsi con il limite, introducendo nella scultura una dinamica intrinseca in cui la materia si anima.
Il secondo gioco di parole è invece quello che si cela dietro lo spazio che ospita la mostra, la galleria b art h – spazio arte: è Ivo Barth, appassionato collezionista d’arte e alla guida di Barth, storica azienda familiare specializzata nella progettazione e realizzazione di interni su misura.

Ogni pittura è paesaggio, Fondazione Bevilacqua La Masa, Sala del Camino nel complesso dei SS. Cosma e Damiano, Giudecca, Venezia, fino al 21 novembre

Ogni pittura è paesaggio, Fondazione Bevilacqua La Masa, courtesy the artists and the gallery

Curato da Stefano Coletto, con la partecipazione di Chiara Peruch, Eric Pasino e Jacopo Zambello, l’evento si presenta, secondo le parole degli organizzatori, come «un inedito intervento allestitivo». E quando pittura e idea di paesaggio si incontrano («La pittura allestita fa paesaggio e quindi è paesaggio»2, spiega il curatore), le premesse non potrebbero essere migliori. Alla base della natura sperimentale dell’allestimento si ritrovano modalità espositive storicamente utilizzate nelle quadrerie seicentesche, che tornano a proporre, in contrasto con il modello dello spazio espositivo essenziale e rarefatto affermatosi negli ultimi decenni, un modo diverso di incontrare la pittura: più espressivo e sensoriale che simbolico.
In questo contesto si inseriscono particolarmente bene i lavori di Eric Pasino, altamente dinamici e stratificati; di Chiara Peruch, nelle cui opere elementi naturali, presenze animali e oggetti quotidiani convivono in ambientazioni enigmatiche, difficili da ricondurre a un tempo o a un luogo preciso; e di Jacopo Zambello, il cui corpus di opere sembra indagare soprattutto le dimensioni della psiche.

In Space No One Can Hear You Laugh (Stay Human) – Dieci Anni Dopo, Galleria Giovanni Bonelli, Milano, fino al 14 novembre

In Space No One Can Hear You Laugh (Stay Human), courtesy the artists and Galleria Giovanni Bonelli.

Dopo dieci anni, torna a Milano la mostra In Space No One Can Hear You Laugh, curata in entrambe le occasioni da Clarissa Tempestini. Uno dei punti di forza della mostra è il lungo elenco di artisti coinvolti, molti dei quali particolarmente attivi e affermati sulla scena contemporanea: un motivo in più per visitarla, approfittando degli ultimi giorni di apertura. Tra loro: Michele Gabriele, Petrit Halilaj, Monia Ben Hamouda, Sofia Salazar Rosales, Corinna Gosmaro, Michela Nosiglia, Mattia Moreni, Selma Selman, Francesca Dimina, Julius von Bismarck, Tyra Tingleff, Chiara Calore, Kasia Fudakowski, CCH, Heike Kabisch, Alvaro Urbano e Stephanie Comilang.
Riprendere lo stesso titolo a dieci anni di distanza non è una scelta casuale, ma un modo per misurare la distanza – e insieme la continuità – tra due momenti: «fermarsi e guardare, per un attimo, a ciò che è successo a noi e al mondo in un lasso di tempo relativamente breve e, allo stesso tempo, paradossalmente infinito».3
Particolarmente intrigante è l’aggiunta, questa volta, di Stay Human, che sottolinea la consapevolezza dei profondi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni e richiama 1984 di George Orwell, dove «rimanere umani diventa una forma di resistenza contro un sistema capace di controllare non solo il comportamento, ma anche il pensiero, la memoria, il desiderio e, in ultima analisi, la percezione stessa della realtà».
Nell’ultimo decennio, tuttavia, non si tratta più soltanto di un sistema a cui opporsi: i cambiamenti sembrano essersi insinuati nella materia stessa di ciò che, almeno in teoria, dovrebbe contrastarli, aggiungendo un ulteriore e forse ancora più significativo livello di complessità.

Song Dong. Soul Out, MAO Museo D’Arte Orientale, Torino, fino al 27 giugno 2027

Song Dong. Soul Out, MAO Museo d’Arte Orientale, Torino – 2026 – ph. Giorgio Perottino

L’esposizione site-specific, curata da Li Zhenhua e Davide Quadrio, con Francesca Filisetti e Rebecca Ricci, trasforma l’intero museo in un sistema di relazioni, in cui le opere dell’artista entrano in dialogo con le collezioni permanenti e con l’architettura storica di Palazzo Mazzonis.
La mostra ripercorre gli oltre trent’anni di attività dell’artista, dagli anni Novanta a oggi, riproponendo alcune delle sue installazioni più iconiche e presenta un archivio di fotografie e video delle sue performance. Al tempo stesso, offre uno sguardo sulla Cina contemporanea.
Il suo linguaggio affonda le radici nel pensiero dei maestri della filosofia taoista e si sviluppa il dialogo con alcune delle principali correnti artistiche internazionali della seconda metà del Novecento, dall’Arte Povera italiana al movimento giapponese Mono-ha, fino al Minimalismo e all’Arte Concettuale statunitensi.

Living Collapse, Museo Madre, Napoli, fino al 16 novembre

Raffaella Naldi Rossano, Tentacular Bed, Living Collapse exhibition view, courtesy the artists and Museo Madre

Andrea Bolognino, Biorama, 2026; Un viaggio che non farò più, 2026, Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – Museo Madre, Napoli, foto Amedeo Benestante, Living Collapse exhibition view, courtesy the artists and Museo Madre

La seconda mostra del Premio Meridiana, Living Collapse, a cura di Samuele Piazza, riunisce le opere di Andrea Bolognino, Effe Minelli e Raffaela Naldi Rossano in un’idea curatoriale che prende le mosse da una rilettura della tradizione presepiale e, in particolare, dall’opera Presepio di Jimmie Durham, conservata nella collezione permanente del Madre. Questo riferimento storico diventa un punto di partenza per interrogare la complessità del presente attraverso lo sguardo degli artisti e del curatore, nati tra gli anni Ottanta e Novanta. Promosso dal Museo Madre e dagli Amici del Madre, con il sostegno di Antony Morato e Fondazione Tridama, il Premio Meridiana, curato da Mario Francesco Simeone, intende valorizzare la ricerca curatoriale e la scena artistica emergente, con un focus specifico sulla Campania e sull’Italia meridionale, favorendo il dialogo tra generazioni, contesti e linguaggi diversi. 4

Editato in italiano da Marina Zorz

Riferimenti:

1. “Arcangelo Sassolino, La gravità del presente”, Galleria Continua. [https://www.galleriacontinua.com/news-detail/arcangelo-sassolino-la-gravita-del-presente-1378]

2. “La Fondazione Bevilacqua La Masa invita a ripensare l’atto stesso del guardare”, Alessia De Michelis, Il Giornale dell’Arte, 23.09.2026. [https://www.ilgiornaledellarte.com/Mostre/La-Fondazione-Bevilacqua-La-Masa-invita-a-ripensare-latto-stesso-del-guardare]

3. “In Space No One Can Hear You Laugh (Stay Human) – Dieci Anni Dopo”, The Italian Art Guide. [https://theitalianartguide.com/in-space-no-one-can-hear-you-laugh-stay-human-dieci-anni-dopo]

4. “Mostra Living Collapse a cura di Samuele Piazza”.[https://www.madrenapoli.it/mostre/living-collapse/]