THE ITALIAN ART GUIDE

DOWNLOAD THE OFFSEEN APP AND EXPLORE EXHIBITIONS

DOWNLOAD THE OFFSEEN APP AND EXPLORE EXHIBITIONS


Namsal Siedlecki. La forma nel tempo

19.06.2026

Un estratto dal testo di Dobrosława Nowak pubblicato su hus magazine — ESTATE (2) 2026

Nella pratica di Namsal Siedlecki, la scultura intrattiene una relazione costante con il tempo e con l’ambiente che la circonda. Il risultato degli interventi dell’artista raramente si presenta come una forma definita e stabile. Si configura piuttosto come un organismo dinamico, una struttura di cui possiamo osservare a occhio nudo la continua trasformazione. Siedlecki affronta la questione del tempo — una variabile che ricorre frequentemente nel suo lavoro — sia in senso letterale sia in una dimensione più simbolica, viaggiando verso un passato remoto da cui trae significati e attributi, oppure accelerando processi che in natura richiederebbero migliaia di anni, ma che all’interno di un progetto artistico si compiono nell’arco di pochi mesi.

Namsal Siedlecki, Trevis Maponos, 2020, argento, dimensioni variabili, vista dell’installazione ai Bagni Vignoni. Foto: Flavio Pescatori. © Namsal Siedlecki

Altrettanto sovversivo è il rapporto che Siedlecki instaura con la natura, elemento fondamentale della sua pratica scultorea. L’artista concepisce incessantemente nuovi processi chimici, biologici e fisici che diventano l’ecosistema stesso dell’opera. Su una scala più ampia, collabora regolarmente con artigiani di diverse parti del mondo, valorizzando tradizioni locali, analizzando pratiche, esplorando linguaggi e attingendo a tecniche e materiali tipici del luogo. Con profondo rispetto per le loro origini, integra le conoscenze acquisite nel linguaggio dell’arte contemporanea.

Namsal Siedlecki, Nuovo positivo, 2022, veduta dell’installazione al MAXXI BVLGARI PRIZE, MAXXI, Roma. Foto: Roberto Luigi Apa. © Namsal Siedlecki / Namsal Siedlecki, Sublimi, 2025, veduta dell’installazione presso Chiesa di San Rocco, Bergamo. Foto: Andrea Benedetta. © Namsal Siedlecki

“Mi piace scoprire come vengono realizzati gli oggetti e come i materiali reagiscono tra loro”, spiegava Siedlecki presentando l’installazione Viandanti (2020).[1] L’opera è composta da sculture che, pur nascendo come oggetti compiuti, continuano a “vivere” all’interno della sua pratica in uno stato di trasformazione permanente. All’interno di una vasca galvanica si trovano due riproduzioni identiche di figure ex voto provenienti dalla città francese di Clermont-Ferrand, raffiguranti un personaggio avvolto in un mantello, catalogato dagli esperti come viandante. Le sculture sono state fuse in zinco proveniente dalle monete raccolte nella Fontana di Trevi. Le due figure sono completamente immerse in una soluzione liquida e legate a barre di ottone a loro volta attraversate da corrente elettrica, regolata da un circuito programmato per invertire la polarità ogni dodici ore. Durante questo intervallo, una delle sculture agisce come anodo, cedendo metallo, mentre l’altra funziona da catodo, ricevendolo. Il metallo si deposita così alternativamente sull’una e sull’altra superficie, determinando una trasformazione continua delle forme, che non saranno mai identiche tra loro. Due elementi concepiti per essere il movimento — i viandanti e le monete — convivono qui in un dialogo elettrochimico senza fine. Come molte altre opere di Siedlecki, anche questa nasce da un’attenta osservazione della materia e dei processi che si attivano quando materiali diversi entrano in contatto. Alla domanda su cosa si aspettasse da Viandanti, l’artista rispose che avrebbe voluto conoscere il futuro dell’installazione: capire come si sarebbe trasformata nel tempo e quale forma avrebbe assunto una volta completata la sua metamorfosi.[2]

Namsal Siedlecki, Spermoderm, 2016, zucca gigante, zinco galvanizzato, dimensioni variabili, vista dell’installazione a Francoforte sul Meno, Berlino. © Namsal Siedlecki

Dalla realizzazione di fedeli “riproduzioni” di ex voto provenienti da Clermont-Ferrand, all’organizzazione di un processo di sei mesi durante il quale cristalli di calcite si sono depositati sulla superficie di una tela presso le cosiddette Fontane Pietrificanti di Saint-Nectaire [3] (Deposizione III, 2020), fino alla coltivazione e successiva ramatura dei semi di una zucca gigante (Spermoderm, 2016–2020), Siedlecki coinvolge lo spettatore in un processo di trasformazione continuo, che l’artista si limita soltanto ad avviare. In questo modo il pubblico non è chiamato semplicemente a contemplare il risultato del lavoro, ma diventa partecipe del processo stesso.

[1]TOAST Project Space #8 HABITAT / Namsal Siedlecki, an interview with Namsal Siedlecki conducted by Manifattura Tabacchi, https://youtu.be/xs8u4O63oaU?si=PdOzxqo41ippEPm1
[2] Ibid.
[3] Les Fontaines Pétrifiantes are located in France, in the town of Saint-Nectaire in the Auvergne region. They are mineral springs whose calcium-rich water gradually ‘petrifies’ objects submerged in it. See https://www.fontaines-petrifiantes.fr/en/

Editato in italiano da Marianna Reggiani