Counterforms



Il titolo “Counterforms” deriva dal concetto tipografico di ‘controforma’. Come descritto da Ellen Lupton e sulla base dei principi enunciati da Jan Tschichold, in tipografia le “controforme” si riferiscono agli spazi all’interno e attorno alle lettere che le rendono leggibili, definendone le proporzioni e il ritmo e determinando il modo in cui le forme vengono lette. Questi spazi non sono vuoti. Essi organizzano le relazioni tra gli elementi e strutturano le condizioni attraverso cui la forma si manifesta. Questa logica ispira la mostra, dove gli interstizi operano come condizione organizzativa, estendendo la controforma oltre la pagina fino alle infrastrutture spaziali, materiali e tecniche attraverso le quali le opere d’arte vengono prodotte, diffuse e presentate. Tra cinema, fotografia, installazioni, pittura e immagini in movimento, la frammentazione e la mediazione determinano il modo in cui le opere vengono realizzate e percepite.