Giuliano Guatta. Così lontani, così vicini





Meccaniche della Meraviglia 20 prosegue con la seconda mostra della giornata inaugurale del 20 giugno, la personale Raccogliere cadute dell’artista bresciano Giuliano Guatta – le altre due esposizioni sono Un cielo dopo il cielo, personale di Tommaso Cascella a Gargnano (BS) e Così lontani, così vicini, personale di Davide Rivalta a Gardone Riviera (BS). La mostra curata da Serena Goldoni è visitabile dal 20 giugno al 30 agosto presso il Museo della Carta di Toscolano Maderno. In occasione dell’inaugurazione, l’artista realizzerà un’azione performativa.
Il tema centrale dell’esposizione è la rovina, intesa come conseguenza dell’abbandono, rappresentata ed espressa tramite il medium del disegno, eseguito principalmente a pastello su carta.
Giuliano Guatta (San Felice del Benaco, 1967) avvia la produzione della serie esposta prendendo in esame ruderi abbandonati e objets trouvés in senso letterale, ormai privi della loro funzione originaria e segnati dall’oblio.
Guatta sperimenta diverse modalità di approccio al disegno, attraversando quattro gradi di relazione con l’immagine rappresentata: il disegno diretto all’interno della rovina, quello mediato dalla fotografia, o ancora, una manipolazione diretta dell’oggetto abbandonato ed, infine, un “calco” dinamico del materiale sul foglio.
L’atto di disegnare ciò che è in rovina parte da un’osservazione diretta, nella quale l’artista non è spettatore esterno ma si immerge completamente, compiendo l’atto creativo. All’inizio degli anni ‘90 l’artista disegnava già en plein air nella Valle delle Cartiere, in particolare all’interno dei ruderi della prima cartiera; i disegni realizzati nel periodo giovanile si contrappongono a quelli odierni in cui l’artista opera esternamente agli edifici.
In occasione del 20 giugno l’artista realizzerà SonuSignum, progetto multimediale e multidisciplinare, nato dalla collaborazione fra l’artista e il chitarrista Massimo Menotti. Attraverso la ciclicità estemporanea dell’interazione tra gesto e suono si genera gradualmente un’immagine stratificata, figlia dell’incontro fra ritmo del segno e forma del suono.