Melodie del bianco







L’esposizione riunisce ventinove autori, ciascuno rappresentato da un’opera realizzata in un arco temporale che va dal 1958 al 2025. Si tratta di artisti storicizzati e riconosciuti, affiancati da presenze più giovani, in un dialogo intergenerazionale che trova nel bianco il proprio comune denominatore. Molti degli autori sono attivi nell’area milanese, rafforzando il legame con il territorio che accoglie la nuova tappa del progetto espositivo.
Il tema della collettiva è il bianco nelle sue molteplici variazioni, indagato come campo operativo e concettuale all’interno dei linguaggi dell’astrattismo. Pur nella diversità di tecniche, materiali e supporti, gli artisti condividono un orientamento verso la ricerca non figurativa, misurandosi con quello che viene definito il “non colore” per eccellenza. Il bianco si configura così non come semplice scelta cromatica, ma come dispositivo strutturale dell’immagine, elemento capace di incidere sulla percezione dello spazio, della luce e della materia.
La mostra è accompagnata da una riflessione critica di Luca Pietro Nicoletti, che analizza le ragioni storiche e formali che hanno portato numerosi autori a confrontarsi con il bianco. Nel testo, Nicoletti propone una sintetica ma puntuale ricognizione sulle diverse modalità di impiego di questa tonalità: il bianco può costituire una scelta stabile e identitaria oppure rappresentare una fase specifica del percorso di un artista; può coincidere con il supporto stesso o manifestarsi come pigmento, generando effetti di superficie, vibrazione luminosa e tensione materica.
Particolare attenzione è dedicata al passaggio storico dell’inizio degli anni Sessanta, quando
“il bianco fu la chiave di un azzeramento monocromo diretto verso una sostanziale acromia. A questo spettava il compito di accentuare gli effetti di superficie, magari con l’ausilio della luce radente che enfatizza le asperità della materia: come se il quadro fosse diventato una parete cosparsa di scritture e notazioni. Fu quella l’introduzione a una sensibilità plastica per le immagini, comprese quelle emerse involontariamente” (LPN)
Il titolo Melodie del Bianco, già adottato in occasione dell’inaugurazione a Conegliano, evoca una partitura silenziosa e atemporale, non composta da note ma da differenti modalità di pensiero e di costruzione formale. Le opere si dispongono come variazioni su un unico tema, generando una sequenza di “melodie” astratte che trovano nel bianco un principio unificante e, al tempo stesso, un territorio di sperimentazione individuale.
Ancora oggi il bianco si conferma spazio immersivo e ambiguo, luogo dell’infinito e del mistero, capace di accogliere tanto l’idea di azzeramento quanto quella di massima intensità percettiva. La mostra intende restituire questa complessità attraverso un percorso che attraversa oltre sei decenni di ricerca artistica, offrendo al pubblico uno sguardo articolato e stratificato su una delle scelte cromatiche più radicali e persistenti dell’arte contemporanea.
La mostra sarà visitabile oltre agli orari di galleria, anche nel fine settimana, previo appuntamento.