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Anti-Ascesi

La pratica pittorica è, per sua natura, un esercizio ascetico, un isolamento claustrofobico fatto di disciplina, ripetizione e rinuncia volto a far evaporare la contingenza del mondo per isolare la forma. La doppia personale di Sasha Toli e Riccardo Morandi si inserisce in questo solco tormentato, rifiutando qualsiasi tentazione aneddotica o illustrativa per concentrarsi sulla pura drammaturgia dello spazio e della materia. Al centro di questo dialogo si staglia un radicale ribaltamento della tensione verticale, una sconsacrazione del rito che si traduce in un’inversione di senso, il soggetto non è il pretesto dell’opera ma è l’atto pittorico stesso a farsi soggetto.

In questo esercizio di spoliazione, l’atto pittorico si configura come una vera e propria Trasfigurazione. Un’ascesa al Monte Tabor per cui l’artista attende e provoca l’istante in cui il soggetto appare sulla tela, non come copia del reale, ma come epifania di una luce chimerica e interiore che trasforma la materia stessa del quadro. Se però la trasfigurazione mistica mira alla gloria dell’immagine in Toli e Morandi essa approda a una temperatura livida ed esasperata. La spinta verso l’alto si interrompe trasformandosi nella presa d’atto di un’irrimediabile inadeguatezza dell’uomo di fronte all’assoluto.

A questo punto quindi ciò che è ‘raffigurato’ nei lavori perde ogni identità narrativa. Essi non sono il “soggetto” del quadro ma l’impalcatura necessaria affinché la pittura si palesi. In particolare nella ricerca di Sasha Toli, la figurazione scivola verso una dimensione “transfigurale” e il corpo del monaco smette di essere rappresentazione per farsi evento pittorico puro. Intrappolati in dinamiche assurde o schiacciati da un cielo indifferente questi simulacri testimoniano un rito svuotato, dove il sacro si manifesta unicamente nell’immanenza della stesura cromatica, evidenziando la distanza incolmabile tra la miseria umana e l’immensità del vuoto.

Il nucleo teorico di questa ricerca si realizza e si radicalizza in opere create con una sorta di effetto domino da entrambi gli artisti. Il dipinto si rivela così un’entità autonoma dotata di due anime distinte ma inseparabili, dove la ricerca dei due artisti non si annulla a vicenda ma piuttosto si sovrappone l’una all’altra. Non c’è sintesi, ma piuttosto una coesistenza di attriti. L’opera cessa di essere il resoconto di una visione solitaria per trasformarsi in un palinsesto instabile, un turbine pittorico in cui le due identità si scontrano e si fondono, consentendo all’autonomia sovrana del dipinto di emergere in modo esclusivo.

Il progetto mette così in luce una ricerca che nell’atto stesso di tendere all’assoluto ne sperimenta il radicale rovesciamento. Se l’atto ascetico presuppone tradizionalmente un’elevazione, qui il movimento si inverte, la spinta spirituale crolla sotto il peso della gravità terrestre e dell’indifferenza celeste. Lo sforzo di distacco dal mondo fallisce costringendo il sacro a manifestarsi solo nella pittura in quanto tale. Lo spettatore si ritrova così sospeso in questo punto di rottura, tra una materia che collassa su sé stessa e un cielo che schiaccia invece di accogliere. Un’ascesi al contrario, una ricerca di purificazione capovolta.

Anti-Ascesi
27 Jun, 26
30 Aug, 26
Tuesday (martedi) Wednesday (mercoledi) Thursday (giovedi) Friday (venerdi)
Riccardo Morandi, Sasha Toli
Lorenzo Rubini
Lorenzo Rubini
Tanita Gennari
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