Mi disperdo e proseguo lasciandomi indietro un passo dopo l’altro…


Assab One prosegue il suo progetto dedicato alla cura del territorio e alla relazione con il quartiere con un’opera permanente dell’artista Luca Pancrazzi installata sulla facciata principale della sede, in via Assab 1.
La sera stessa apre negli spazi interni di Assab One la personale di Luca Pancrazzi.
In mostra una serie di opere realizzate negli ultimi vent’anni, tutte accomunate dalla figura dell’orizzonte.
“Attraverso paesaggi di tutti i tipi, spesso in treno e talvolta in auto. Quando sono in treno mi capita di stare vicino al finestrino e in quelle occasioni mi diverto moltissimo. Per molte persone stare al finestrino è la posizione di viaggio più ambita ma a quel livello di gioco la vera differenza è avere la poltroncina nel senso di marcia oppure in quello opposto. Per me è indifferente…
Il vero scopo è osservare il paesaggio che scorre e fare tantissime riprese sia che scorra verso destra sia che scorra verso sinistra. Osservo tutti i segni e la loro frequenza, i colori dei campi in primo piano e dello sfondo oltre l’orizzonte. In pianura la distanza tra me e l’orizzonte è fissa così posso concentrarmi meglio sulla messa a fuoco di quel punto dove l’occhio arriva a percepire le differenze penetrando la foschia.
Quando ritorno spero sempre di avere il posto nel treno dal lato opposto così da poter osservare qualcosa di nuovo, una frequenza, una architettura bizzarra o una bella zona industriale. In questa mostra ad Assab One ci sono quasi tutti i paesaggi che ho attraversato, o perlomeno alcuni dettagli presi da ciascuno, annotati, ricordati o un po’ inventati. Non li ho mai visti tutti in fila, ma la cosa più curiosa è che si potranno osservare partendo sia da destra sia da sinistra” (L. P.)
Accompagna la mostra un leporello con un testo di Alessandro Rabottini.