Viafarini open studio













La mostra raggruppa i progetti finali di quattro mesi di residenza in VIAFARINI degli artisti Sofia Briales, Celestino Marco Cavalli, Kai Chen, Furen Dai, Alessandra Gatto, Domenico Santoro, Katharina Siebert, Zachary Sitrin, Andrea Zabric, Uri Zamir.
Alessandra Gatto ha esposto il progetto Membrana, che si occupa della tossicità ambientale fotografica.
“In questo progetto immagino una condizione post-apocalittica in cui la natura è stata capace, attraverso i suoi stratagemmi di sopravvivere, mentre nella sua fragilità e superbia l’essere umano non ha saputo accogliere le strategie vegetali per la sopravvivenza.
La fotografia, in forma analogica contiene delle membrane, strati di cellulosa che ricoprono ciò che è stato sensibilizzato. Durante gli anni ho raccolto materiale d’archivio in forma di diapositive che rappresentano specie vegetali catalogate dall’uomo per paura della loro estinzione. In esse si ritrovano fiori, piante e paesaggi catalogati.
Nei romanzi eco-distopici, la membrana svolge un ruolo cruciale. Spesso infatti viene utilizzata per mantenere in vita ciò che la crisi climatica ha distrutto. La membrana potrebbe essere un elemento presente per la salvaguardia dell’umanità e della natura e per l’iconografia del futuro diventerà un soggetto ricorsivo.
Rifotografando gli strati della diapositiva, separando la parte rappresentante l’elemento naturale dai composti chimici, ovvero l’alogenuro d’argento, ho creato delle immagini che danno vita ad un ritratto del tentativo di controllo da parte dell’uomo verso la natura.
Il progetto vuole raccontare come l’atteggiamento umano di predominanza verso esseri vegetali mette a rischio la nostra stessa capacità di vivere un mondo a rischio di crisi climatica. Invita ad una seria collaborazione con una realtà che vive il nostro stesso pianeta con tecniche e soluzioni più efficienti delle nostre.”