THE ITALIAN ART GUIDE


Perché scrivere di arte

di Maria Vittoria Pinotti

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Giulio Catelli, Le candele e l’uccellino, 2025, inchiostro su carta, 30×21 cm, Courtesy Galleria Richter Fine Art, Roma

ƈ probabile che si venga sfiorati da un immediato coinvolgimento quando leggiamo parole sull’arte, perchĆ© oltre a essere condotti negli occhi di chi ha osservato, siamo spinti a pensare cosa abbia colto e abbracciato la sua memoria e il suo pensiero. Perciò la scrittura, soprattutto quella dedicata all’arte, ĆØ diversa da ogni tipo di altra traccia autoriale, in quanto possiede la possibilitĆ  di donarci un punto di vista e una interpretazione di senso rispetto a qualcosa che ĆØ rimasto ed ĆØ stato consegnato per sempre alla parola. Quindi, ā€œperchĆ© scrivere di arte oggiā€ ĆØ un quesito necessario ad affrontare non solo questioni relative allo stato della critica d’arte attuale, ma intende anche svelare come ogni tempo abbia occhi diversi nell’osservare un’opera. Per questo motivo credo sia necessario iniziare la raccolta di scritti di Controcorrente con i disegni del pittore Giulio Catelli (1982, Roma), assieme alla domanda che dĆ  titolo a questo primo testo e che probabilmente potrebbe rimanere irrisolta nel corso delle prossime pubblicazioni, fino a trasformarsi in modo inatteso.

Giulio Catelli, Le candele e l’uccellino, 2025, inchiostro su carta, 30Ɨ21 cm, Courtesy Galleria Richter Fine Art, Roma

ƈ certo che sia di notevole importanza osservare chi nel passato abbia analizzato l’arte con sguardo critico e storico, ponendo le basi della storiografia artistica, per consentirci di mettere in luce la contemporaneitĆ  dei diversi modelli storiografici, le loro reciproche contaminazioni e anche le scelte in controtendenza. Ed ĆØ proprio questo percorso a permetterci di comprendere come si muova oggi la scrittura critica. In particolare ĆØ stato lo studio di tali metodi operativi ad aver trasmesso uno specifico sentimento di appartenenza, che ancora oggi caratterizza la disciplina e le proposte di cambiamento che ne derivano. Sicuramente, giudicare gli artisti e i loro lavori con sguardo d’indagine ĆØ un processo di conoscenza e paziente raccolta di saperi, non solo rispetto alle metodologie adottate dalla critica precedente, ma anche verso i documenti d’archivio e il loro ordine di ricerca. Comune alla scrittura dedicata all’arte ĆØ sicuramente l’urgenza di penetrare lo spirito delle opere, studiandone lo stile, la struttura e le assonanze, superando le frontiere disciplinari e sostenendo la confluenza di saperi diversi, analizzando i contesti di nascita per indagarne l’intero impianto creativo. In questo modo la questione iniziale trova spazio in una ulteriore domanda: come scrivere di arte, se non convertendo la scrittura in una pratica di conoscenza e interpretazione, evitando un semplice approccio documentale? Per orientare la scrittura verso una forma pura di ispirazione, occorre considerare ogni parola non solo come portatrice di senso e conoscenza, ma anche come uno strumento capace di rivelare e, perchĆ© no, suscitare turbamenti.

Giulio Catelli, La lanterna e la candela, 2024, inchiostro su carta, 30Ɨ21 cm, Courtesy Galleria Richter Fine Art, Roma

Tutto ciò avviene con l’uso di un linguaggio aperto verso l’assidua ricerca di quesiti, che si sommuovono e intrecciano di fronte all’insospettata profonditĆ  della realtĆ . CosƬ se l’esperienza speculativa rivela una funzione catartica e liberatoria, allora anche la scrittura dovrĆ  esserlo, ingenerando poetiche levitĆ , prive in ogni modo di pesantezze, per lavorare verso un ritorno alla vera natura della parola semplice e pura, in quanto nutrimento dell’anima. Pertanto se l’arte contemporanea di oggi ĆØ un fenomeno creativo che sorge e si perpetua, tanto più lo si deve comprendere attraverso una dimensione complessiva. Per questi motivi ĆØ opportuno che la ricerca dell’artista venga esplorata, studiata e rivelata attraverso un metodo di stesura che deve mantenere il controllo della chiarezza espositiva, senza necessariamente piegarsi a una lettura rassicurante dell’opera. Secondo questi propositi, non si deve scrivere per esporre la propria autorevolezza di pensiero, bensƬ per raccontarne con veritĆ  una variante.

Giulio Catelli, La foglia, la teiera e tre volani, 2025, inchiostro e acquerello su carta su carta, 16,5×12 cm, Courtesy Galleria Richter Fine Art, Roma

Nella dimensione operativa, il lavoro di scrittura presuppone una acuta e sensibile chiarezza del lessico, in cui ĆØ fondamentale sapere cosa si vuole dire. Alla pari di uno strumento in contatto con le cose più mute e profonde dell’arte, il linguaggio si mostra come una superficie liscia e continua, dove ogni punto emerge distinto dagli altri, come se fosse la cosa più semplice, comprensiva e intuitiva che possa esistere. Quindi in Controcorrente la scrittura deve essere il frutto di un legame sincero intessuto con l’artista, lo spazio da lui vissuto e l’opera, tanto da rimanere sovrana e scevra da qualunque conoscenza che la uniformi. A questo punto ĆØ opportuno interrogarsi se questa forma di stesura nasca dall’intento di preservare e tutelare l’opera, oppure se, nella prospettiva di una maggiore sensibilizzazione del pubblico, implichi anche la necessitĆ  di raccontarne le imperfezioni e le incertezze. Ecco, questo ĆØ l’aspetto più sensibile della scrittura critica, la quale, nascendo da un rapporto profondo con l’artista, ed essendo strumento di veritĆ  d’indagine, rende indispensabile sviluppare analisi senza compromessi, sondando anche i fattori apparentemente meno significativi. Eppure oggi, a parte sporadici casi, la scrittura critica manca di quella possibilitĆ  di combattere il diffuso cinismo, l’arrivismo e il paralizzante senso di vuoto che ci conduce con coraggio a reinventarci. Chi osa vola, cosƬ chi non prova non ottiene, cosƬ il critico, allo stesso modo dell’artista, deve essere conscio che in realtĆ  fare il proprio lavoro equivale a ideare e scrivere un manuale di volo, uno strumento che permetta all’opera di prendere vita e di dare libero impulso alle infinite possibilitĆ  interpretative.

Giulio Catelli, L’esame di recupero, 2024, inchiostro su carta, 30Ɨ21 cm, Courtesy Galleria Richter Fine Art, Roma

Leggere, guardare, considerare i dubbi come stimoli di riflessioni, sono tutte azioni che inducono a vedere le opere attraverso un punto di vista rallentato e speculativo allo stesso tempo. Ecco, la scrittura ĆØ una battuta di arresto, un momento di profonda riflessione intesa a rivelare cosa catturi il nostro sguardo, quanta concentrazione poniamo nell’osservare e quali narrazioni ne traiamo. Ebbene per questo motivo ho scelto di accompagnare questa prima pubblicazione con le opere di Giulio Catelli, perchĆ©, proprio come saranno gli scritti in Controcorrente, il suo approccio alla pittura ĆØ figlio di un’espressivitĆ  forte e sincera. In tal modo tutti gli interrogativi posti in questo primo scritto intendono ragionare su come la scrittura dedicata all’arte venga accolta nel nostro intimo per essere vissuta, esperita e conservata in memoria. CosƬ alla domanda perchĆ© scrivere di arte? le risposte potrebbero essere diverse: si scrive per costruire relazioni e saldi legami, per rubare tempo alla realtĆ , per trasgredire le convenzioni, per realizzare desideri, per combattere ogni sensibilitĆ  all’indifferenza e sicuramente per abbandonare ogni soluzione rassicurante. 

Maria Vittoria Pinotti

Giulio Catelli, Le gazze al parco, 2023, inchiostro su carta, 50×35 cm, Courtesy Galleria Richter Fine Art, Roma

Editato da Marianna Reggiani